I Du Muini

Il Coro “I du muìni” nasce nel ’2000 in seguito alla realizzazione di progetti di ricerca etnomusicologica sul territorio, curati dal M° Luciano Rampazzo, con l’obiettivo di recuperare, documentare e diffondere i canti popolari della civiltà rurale, testimonianza preziosa di una cultura che sta scomparendo.

 

Lo scopo principale del Coro “I dù muìni” con la sua attività, infatti, è proprio quello di restituire alla comunità locale una parte importante delle tradizioni canore che, senza questo lavoro di recupero, sarebbero inevitabilmente andate perdute

 

Il Coro ha attualmente in repertorio più di 200 canzoni di vario argomento:

-canti di tradizione natalizia e di inizio anno (Stelle, Pastorelle e canti augurali di Capodanno)

-Canti e filastrocche per il filò, i lavori, i raccolti e le feste

-Canti per bambini (ninne nanne, canzoncine per giochi, conte…)

-Canti d’amore per il corteggiamento e il matrimonio

-Canti di compagnia, da osteria e per i giovani…

-Grida di lavoro nei mercati o all’arrivo di vari e pittoreschi lavoratori ambulanti

-Canti di lavoro ( contadini, mondine, ecc.)

Quasi tutte in dialetto Vicentino e Alto Padovano e risalenti tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900, le canzoni rappresentano, anche solo per il testo, un patrimonio culturale importante, sia per la conservazione di parole e modi di dire arcaici, sia, come già detto, per lo spaccato di vita che ci trasmettono nella loro semplicità e limpida immediatezza.

Le canzoni, quasi tutte inedite, vengono eseguite senza rielaborazioni armoniche colte e con il timbro popolare il più genuino possibile, al massimo con l’aggiunta di una seconda voce per terze o seste parallele come documentato nelle antiche consuetudini o con l’accompagnamento di essenziali suoni della fisarmonica.

 

Il Coro ripropone verso Natale il Canto di antiche Stelle e Pastorelle, propone Concerti nelle Scuole,

intrattiene con canti, filastrocche e storie le persone anziane ospitate presso Case di Riposo, anima feste popolari anche a tema ( amore, lavoro, trebbiatura…)

 

Il Coro ha all’attivo vari Concerti tenuti specialmente in occasione di Feste popolari collegate a tradizioni rurali, ma anche in occasione di rassegne curate da amanti del genuino canto popolare (rassegna “Saltè, balè, putèle” a Montecchio Maggiore in villa Cordellina-Lombardi, giugno 2005”

Vanno citati il concerto tenuto al Teatro Verdi di Padova nel maggio 2001 in apertura del mese della Cultura e la collaborazione canora del Coro nello spettacolo curato dall’attore Marco Paolini in occasione della presentazione del documento ottocentesco “Catechismo agricolo del contadino”.

Il valore culturale dell’operazione di salvaguardia del nostro patrimonio di canti popolari è stato più volte riconosciuto da Enti e Associazioni culturali.

 

Il risultato è stato in parte pubblicato in due musicassette dai titoli: “ Bonìn Bon ano” e “O cara màma vòio el marì” e in un ulteriore CD denominato “ Ciò, Tilde stà alégra” con al suo interno testi, partiture e altri documenti sul territorio, il tutto curato dal M° Luciano Ramazzo.

Il materiale finora raccolto è incredibilmente vasto e interessante soprattutto per quanto riguarda il repertorio musicale e testuale. Ma la vera importanza di questa iniziativa è stata non solo quella di riportare alla luce un tale patrimonio umano e culturale ma anche e soprattutto quella di ridare voce agli anziani del paese e ai valori di vita di cui sono portatori consentendo un giusto e arricchente confronto tra nonni e nipoti.

 

2017-06-22T10:00:37+00:00